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Che cos定 un filosofo?
Che cos定 lei professor Foucault?

di Michel Foucault


(cfr. "L'ultimo uomo" di Antonella Cutro)





Che cos定 un filosofo?

Qu弾st-ce qu置n philosophe?, entretien avec M.-G. Foy, ォConnaissance des hommesサ, n.22, automne 1966, p. 9; DE I, t. 42, pp.532-33.



Qual il ruolo del filosofo nella societ?

Il filosofo non ha ruolo nella societ. Il suo pensiero non pu essere collocato in rapporto al movimento attuale del gruppo. Socrate ne un eccellente esempio: la societ ateniese non ha saputo riconoscegli che un ruolo sovversivo, il suo mettere in questione le cose non poteva essere ammesso dall弛rdine costituito. In realt, dopo un certo numero di anni che si prende coscienza del posto di un filosofo, insomma gli si assegna un ruolo retrospettivamente.

Ma allora come lei si integra nella societ?

Integrarmi Lei sa che, fino al XIX secolo, i filosofi non erano riconosciuti. Cartesio era un matematico, Kant non insegnava filosofia, ma antropologia e geografia, si apprendeva la retorica e non la filosofia, non esisteva dunque per il filosofo il problema di integrarsi. ネ nel XIX secolo che si trovano le cattedre di filosofia, Hegel era professore di filosofia. Ma siamo tutti concordi nel pensare che a quell弾poca la filosofia volgeva al termine.

La qual cosa coincide, di l a poco, con la morte di Dio?

In un certo senso, ma non bisogna confondersi, la nozione di morte di Dio non ha il medesimo senso di quella che si trova in Hegel, Feuerbach e Nietzsche. Per Hegel, la Ragione prende il posto di Dio, lo spirito umano che si realizza a poco a poco; per Feuerbach, Dio era l段llusione che alienava l旦omo, una volta spazzata via questa illusione, l旦omo che prende coscienza della sua libert; per Nietzsche, infine, la morte di Dio significa la fine della metafisica, ma il posto resta vuoto, e non assolutamente l旦omo a prendere il posto di Dio.

S, l置ltimo uomo e l弛ltreuomo.

In effetti, noi siamo gli ultimi uomini nel senso nietszcheano del termine, l弛ltreuomo sar colui che avr superato l誕ssenza di Dio e l誕ssenza dell置omo in un unico movimento di oltrepassamento. Ma a proposito di Nietzsche, torniamo alla sua domanda: per lui, il filosofo era colui che diagnostica lo stato del pensiero. Si possono d誕ltronde individuare due tipi di filosofi, quello che apre dei nuovi cammini al pensiero, come Heidegger, e quello che in qualche modo gioca il ruolo dell誕rcheologo, che studia lo spazio nel quale si dispiega il pensiero, cio le condizioni di questo pensiero, il suo modo di costituirsi.


* * *


Che cos定 lei professor Foucault?

M. Foucault, Qui 黎es-vous, professeur Foucault?, (Intervista con P. Caruso), La fiera letteraria, XLII, 39, 28 sept 1967, pp. 11-15; DE I, t. 50, pp. 601-619.



[] veniamo ad un tema a lei caro, quello della scomparsa del soggetto- uomo e di ogni forma di umanismo. Vorrei che lei mi spiegasse meglio la portata delle sue tesi. Per comiciare, lei ha parlato di 爽manismi deboli (quelli di Saint-Exup駻y e di Camus) per designare quegli umanisti che le appaiono particolarmente ripugnanti: ne devo dedurre che per lei esistano degli umanismi degni di rispetto?

In effetti, ho adottato l弾spressione 爽manismo debole ed essa lascia intendere per evidenti ragioni linguistiche che io possa pensare all弾sistenza di umanismi non deboli, forti, che avrebbero un valore rispetto a quelli deboli. Ma, riflettendoci bene, direi che 爽manismo debole una formula puramente ridondante, e che 爽manismo implica in ogni modo 租ebolezza.

Lei sa che affermazioni come queste hanno per tutti o per quasi tutti un carattere fortemente provocatorio. Vorrei che lei spiegasse meglio ci che intende.

Le risponder precisamente che l置tilizzo dell置manismo costituisce una provocazione. In effetti mi riferisco ad un panorama che certamente lei conosce molto bene, poich probabile che l誕bbiamo attraversato insieme lei sa che proprio questo umanismo che servito a giustificare, nel 1948, lo stalinismo e l弾gemonia della democrazia cristiana, ed questo stesso umanismo che troviamo in Camus o nell弾sistenzialismo di Sartre. Alla fin fine, questo umanismo ha costituito la piccola prostituta di tutto il pensiero, di tutta la cultura, di tutta la morale, di tutta la politica degli ultimi venti anni. Credo che volerlo proporre oggi come esempio di virt sia la vera provocazione.

Ma non si tratta di prendere un dato umanismo come esempio di virt. Lei si limitato a condannare un umanismo che contraddice le proprie premesse, equivoche o sorpassate; vorrei al contrario che lei mi dicesse come possibile che oggi non si possa essere umanisti in nessuna maniera.

Credo che le scienze umane non portino affatto alla scoperta di quella cosa che sarebbe l酎umano la verit dell置omo, la sua natura, la sua nascita, il suo destino; quello di cui si occupano le diverse scienze umane qualcosa di ben differente dall置omo, sono piuttosto i sistemi, le strutture, le combinazioni, le forme, ecc. Di conseguenza, se vogliamo occuparci seriamente delle scienze umane, sar prima di tutto necessario distruggere le chimere obnubilanti che costituiscono l段dea secondo la quale occorre cercare l置omo.

Questo al livello scientifico, cognitivo. Ma al livello morale

Diciamo al livello politico: io credo infatti che la morale ormai integralmente riducibile alla politica e alla sessualit, che tuttavia essa stessa riducibile alla politica: per questo che la morale la politica. L弾sperienza degli ultimi cinquanta anni (e non solamente di quelli) prova come questo tema umanista non solo non ha nessuna fecondit ma nocivo, nefasto, poich ha permesso le operazioni politiche pi differenti e pi dannose; in realt i problemi che si pongono a quelli che fanno politica sono problemi come quelli se necessario fa aumentare l段ndice della crescita demografica, se occorre incoraggiare l段ndustria pesante o leggera, se i consumi, l誕umento dei consumi pu presentare, in una certa congiuntura, dei vantaggi economici o no. Questi sono i problemi politici. E su questo piano, non incontriamo mai gli 爽omini.

Ma lei non sta proponendo a sua volta un umanismo? Perch sostenere un orientamento economico piuttosto di un altro, perch regolare l段ndice di crescita demografica? Attraverso tutte queste operazioni politiche, non si intravede alla fine il benessere degli uomini? Che cosa si ritrova alla base dell弾conomia se non l置omo, non solo come forza lavoro ma anche come fine? Come pu, segnatamente a questo punto, non rintracciare, almeno in parte, l誕ffermazione nichilista della 壮comparsa dell置omo, della 租issoluzione dell置omo? In breve, io non credo che lei attribuisca un valore assoluto a queste affermazioni. Me se invece lo attribuisce, vorrei che lo dicesse chiaramente e se possibile lo giustificasse. A meno che non le consideri solo come uno slogan per demistificare.

Non vorrei che questa affermazione fosse considerata uno slogan. ネ vero, ormai divenuto un po uno slogan ma contro la mia volont. Si tratta invece di una mia profonda convinzione dovuta a tutti i cattivi servigi che questa idea di uomo ha reso per numerosi anni.

Cattivi servigiall置omo. Vede che anche la sua esigenza una esigenza umanista. In breve, fino a che punto pensa di poter negare l置manismo, visto che concretamente si limita a denunciare gli umanismi che contraddicono le proprie premesse, o quelli sorpassati, o quelli troppo limitati (che implicano l弾sistenza di una ideologia umanista pi moderna, pi adeguata alla situazione attuale, pi elastica)?

Non vorrei apparire come un promotore dell置manismo tecnocratico o di una specie di umanismo che non osa dichiararsi tale. ネ vero che nessuno pi umanista dei tecnocrati. D誕ltra parte, deve essere anche possibile fare una politica di destra che non si avvalga di tutti questi confusi miti umanisti. Credo che sia possibile definire loptimum di un funzionamento sociale ottenendolo grazie ad un certo rapporto tra aumento demografico, consumo, libert individuale, possibilit del piacere per ciascuno, senza appoggiarsi su una idea dell置omo. Un optimum di funzionamento pu essere definito in modo interno, senza che si possa dire 叢er chi che sia cos. I tecnocrati sono degli umanisti, la tecnocrazia una forma di umanisimo. Essi credono, in effetti, di essere i soli a detenere le carte in mano che permettono di definire in cosa consiste il 礎ene degli uomini e di realizzarlo.

Ma lei non si pone lo stesso problema?

No, perch? Io riconduco al contrario la tecnocrazia all置manismo e li rifiuto entrambi.

Si, ma lo fa perch vede in questo umanismo tecnocratico un cattivo umanismo al quale lei oppone un誕ltra maniera, pi valida, di essere umanista.

Ma perch 粗ssere umanista? io dico solamente che possiamo cercare di definire, politicamente, loptimum di funzionamento sociale che oggi possibile.

Ma il funzionamento sociale il funzionamento degli uomini che costituiscono una societ data.

ネ evidente che dicendo che l置omo ha cessato di esistere non ho voluto assolutamente dire che l置omo, come specie vivente o specie sociale, sparito sul pianeta. Il funzionamento sociale sar certamente il funzionamento degli individui in mutua relazione.

Semplicemente, lei pensa che non sia affatto necessario coniugare questi miti umanisti al problema del funzionamento degli uomini in relazione tra loro.

Stiamo discutendo del problema dell置manismo ma mi domando se in realt non ci stiamo riferendo ad un problema pi semplice, quello della felicit. Credo che l置manismo, almeno sul piano politico, potrebbe essere definito come ogni atteggiamento che considera che il fine della politica di produrre la felicit. Ora, credo che la nozione di felicit non sia veramente pensabile. La felicit non esiste, la felicit degli uomini ancor meno.

Che cosa oppone alla nozione di felicit?

Non si pu opporre nulla alla nozione di felicit: si pu opporre B ad A ma solamente quando A esiste.

Allora pensa che al posto di porre i problemi in termini di felicit occorre porli in termini di funzionamento?

Certamente.

E questo le sembra soddisfacente? Il feticismo del buon funzionamento non un po masochista?

Bisogna rassegnarsi ad assumere, rispetto all置manit, una posizione analoga a quella assunta, verso la fine del XVIII secolo, rispetto alle altre specie viventi, quando ci si rese conto che esse non funzionavano per qualcosa n per se stesse n per l置omo n per Dio ma che esse funzionavano e basta. L弛rganismo funziona. Perch funziona? Per riprodursi? Non solo. Per mantenersi in vita? Non principalmente. Funziona. Funziona in maniera molto ambigua, per vivere ma anche per morire, poich ben noto che il funzionamento che permette di vivere un funzionamento che logora incessantemente, in modo tale che proprio ci che permette di vivere a produrre allo stesso tempo la morte. La specie non funziona per se stessa n per l置omo n per la pi grande gloria di Dio; essa si limita a funzionare. L置manit una specie dotata di un sistema nervoso tale che fino ad un certo punto essa pu controllare il proprio funzionamento. ネ chiaro che questa possibilit di controllo suscita continuamente l段dea che l置manit debba avere un fine. Scopriamo questo fine nella misura in cui abbiamo la possibilit di controllare il nostro funzionamento. Ma questo vuol dire invertire le cose. Ci diciamo: poich abbiamo un fine, dobbiamo controllare il nostro funzionamento; mentre in realt solamente sulla base di questa possibilit di controllo che possono sorgere le ideologie, le filosofie, le metafisiche, le religioni, che forniscono una immagine capace di polarizzare la possibilit di controllo del funzionamento. Capisce cosa voglio dire? ネ la possibilit di controllo che fa nascere l段dea di fine. Ma l置manit non dispone in realt di alcun fine, essa funziona, controlla il proprio funzionamento e fa sorgere ad ogni istante delle giustificazioni di questo controllo. Bisogna rassegnarsi ad ammettere che si tratta solo di giustificazioni. L置manismo una di queste, l置ltima.

Ma se le si dicesse: senza dubbio per il buon funzionamento di questo sistema, sono necessarie delle giustificazioni. L置manismo potrebbe costituire una delle condizioni che facilitano il buon funzionamento della societ senza pretendere di attribuire un valore assoluto n al senso n al fine dell置manit.

Direi che la sua ipotesi rafforza l段dea che ho da qualche tempo, cio che l置omo, l段dea dell置omo ha funzionato nel XIX secolo un po come l段dea di Dio aveva funzionato nel corso dei secoli precedenti. Si credeva, e lo si credeva ancora nel secolo scorso, che era praticamente impossibile per l置omo sopportare l段dea che Dio non esistesse (都e Dio non esiste tutto permesso dicevano). Era spaventosa l段dea che l置manit potesse funzionare senza Dio, da cui la convinzione che bisognasse mantenere l段dea di Dio perch l置manit potesse continuare a funzionare. Ora lei mi dice: forse necessario che l段dea di umanit esista, anche se non si tratta che di un mito perch l置manit funzioni. Io le risponder: forse si ma forse no. N pi e n meno dell段dea di Dio.

Ma prima di tutto c定 una differenza, poich non ho detto che l置manit dovrebbe acquisire un valore trascendente o metafisico. Io le dico solamente che, poich ci sono degli uomini, occorre che questi uomini all段nterno del proprio funzionamento si considerino in una maniera o nell誕ltra. Senza contare il fatto che non ci potrebbe essere nulla di pi mitico che questa assenza di un mito totalizzante: oggi per lo meno, perch non si pu escludere a priori che un giorno o l誕ltro l置manit possa funzionare senza miti (cosa che mi sembra comunque improbabile).

Il ruolo del filosofo che quello di dire 祖he cosa accade consiste oggi nel dimostrare che l置manit comincia a scoprire che essa pu funzionare senza miti. La scomparsa delle filosofie e delle religioni corrisponde senza dubbio a qualcosa di questo genere.

Ma se il filosofo ha questo ruolo, perch parla di scomparsa delle filosofie? Se il filosofo ha un ruolo perch dovrebbe scomparire?

Io le ho parlato di una scomparsa delle filosofie, e non di una scomparsa del filosofo. Credo che esistano dei tipi di attivit 素ilosofica in campi determinati che consistono in generale nel diagnosticare il presente di una cultura: questa la vera funzione che possono avere oggi gli individui che chiamiamo filosofi.



Traduzione di Antonella Cutro
(vedi in Kainos: "L'ultimo uomo")




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